Huawei accusa FedEx di aver dirottato in USA documenti commerciali

Huawei accusa FedEx di aver dirottato in USA documenti commerciali

Huawei ha confermato che sta riconsiderando i rapporti commerciali con FedEx, dopo aver constatato che la società statunitense che opera nel settore delle consegne ha dirottato e cercato di dirottare negli Stati Uniti alcuni pacchi indirizzati a sedi della società. Più nello specifico, si tratta di due pacchi inviati dal Giappone (il 19 e il 20 maggio scorso) e diretti presso uffici cinesi di Huawei e di due pacchi inviati dal Vietnam ad altri uffici asiatici del produttore. Nel primo caso i pacchi sono stati effettivamente reindirizzati negli States (presso la sede FedEx di Memphis), nel secondo FedEx ha tentato di compiere la stessa operazione senza finalizzarla.

Huawei ha sottolineato che in nessun caso FedEx è stata autorizzata a modificare la destinazione originale e che i pacchetti non contenevano prodotti tecnologici, ma esclusivamente documenti commerciali. Joe Kelly, portavoce di Huawei, ha sottolineato:

Le recenti esperienze in cui importanti documenti commerciali spediti tramite FedEx non sono arrivati a destinazione, e al contrario sono stati o dirottati, o soggetti a richiesta di essere dirottati, a FedEx negli Stati Uniti, indebolisce la nostra fiducia. Ora, come conseguenza diretta di questi episodi, dovremo rivedere le nostre esigenze per quanto riguarda la logistica e la consegna dei documenti.

FedEx dal canto suo si giustifica sottolineando che i pacchetti non stati consegnati per un semplice errore e non per una precisa volontà di indirizzarli altrove; ha anche negato qualsiasi coinvolgimento diretto del governo statunitense o di altri soggetti nell’operazione e di essere attivamente al lavoro per restituire i pacchi ai legittimi proprietari. Huawei ha comunque deciso di presentare reclamo formale presso l’autorità di regolamentazione postale cinese per far luce sulla vicenda.

In presenza di un differente scenario politico ed economico tra Stati Uniti e Cina e senza il ban che continua a pendere sul capo di Huawei, la vicenda potrebbe essere semplicemente catalogata come frutto degli errori che nella gestione di un qualsiasi servizio di spedizione possono capitare. La reazione di Huawei all’accaduto dimostra però la crescente pressione a cui è sottoposta in questo periodo.

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