Huawei Ban: sanzioni più morbide con accordi USA/Cina, ma Ark OS si avvicina

Huawei Ban: sanzioni più morbide con accordi USA/Cina, ma Ark OS si avvicina

Il Huawei Ban torna sul piatto delle trattative tra Stati Uniti e Cina, o almeno questa sembra essere l’intenzione di Donald Trump, stando alle parole del Segretario del Tesoro Steve Mnuchin, il quale ha nuovamente tirato in ballo le sanzioni imposte alla società come possibile merce di scambio per un accordo commerciale con la Cina.

Secondo quanto dichiarato da Mnuchin, il Presidente USA potrebbe essere pronto ad applicare misure meno restrittive nei confronti di Huawei nel caso in cui Pechino fosse disposta a negoziare nuovi accordi commerciali con Washington, ovviamente il tutto solo a condizione che la Cina fornisca determinate garanzie. Mnuchin, infatti, ricorda che alla base di tutto ci sono sempre questioni di sicurezza nazionale, che dovrebbero sempre prevalere sugli interessi commerciali.

Huawei ha già fatto sapere di essere pronta a firmare un accordo anti-spionaggio con gli USA, e Google stessa è recentemente intervenuta sulla vicenda spiegando i motivi per cui sia più conveniente che il colosso cinese possa tornare ad essere un suo partner, piuttosto che lasciarlo proseguire verso la creazione di un sistema operativo proprietario, del tutto privo di alcuna garanzia riguardo il tema della sicurezza.

Secondo alcune fonti cinesi riportate dal Global Times, infatti, Huawei sarebbe pronta a portare sul mercato occidentale la prima versione di Ark/Oak OS già entro la fine dell’estate (se ne era parlato a fine maggio), debuttando proprio sui prossimi Mate 30. Questo continuerebbe ad essere basato su una versione open source di Android, permettendo quindi una completa compatibilità con le app esistenti, ma dovrebbe essere del tutto sprovvisto di app Google native, anche se l’installazione da parte dell’utente non dovrebbe essere compromessa in alcun modo.

Insomma, con il G20 già in corso, è probabile che la situazione possa evolvere nel corso delle prossime ore, anche se a questo punto è praticamente impossibile prevedere quale direzione prenderanno i negoziati.

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