Huawei chiede all’America di bloccare le azioni illegali contro l’azienda

Huawei chiede all’America di bloccare le azioni illegali contro l’azienda

Huawei torna a far sentire la sua voce chiedendo agli Stati Uniti di bloccare le azioni illegali che l’amministrazione Trump sta compiendo contro di lei: Stanno utilizzando ogni strumento in loro possesso, compresi i canali legislativi, amministrativi e diplomatici. Vogliono farci fallire. Non è normale. Non si è quasi mai visto nella storia.

In una conferenza stampa tenutasi oggi, il produttore cinese ribadisce di aver chiesto che sia dichiarato incostituzionale parte del National Defense Authorization Act (NDAA), ovvero la normativa introdotta nell’estate dello scorso anno che impedisce alle agenzie governative statunitensi di utilizzare la tecnologia fornita da Huawei e ZTE., giustificando la decisione per tutelare la sicurezza nazionale.

Nello specifico, tali norme violerebbero la costituzione degli Stati Uniti nella parte in cui impongono delle sanzioni senza un vero e proprio processo, presumendo la colpevolezza e non l’innocenza. Da sottolineare che la nuova mozione depositata ieri dai legali di Huawei presso la Corte Distrettuale degli Stati Uniti (Eastern Discrict del Texas) si colloca nell’ambito della preesistente procedura giudiziaria attiva il 6 marzo scorso dal produttore contro l’NDAA.

Questa legislazione non offre a Huawei alcuna possibilità di difenderci e di fornire prove. Non ci dà l’opportunità di presentare una replica. Questo è un “processo per legislatura” ed è vietato dalla Costituzione degli Stati Uniti.

Con la nuova mozione che sottolinea il processo sommario a cui è stata sottoposta, Huawei chiede alla Corte che si arrivi ad una pronuncia in tempi brevi e nel modo più efficace e che si dichiarino incostituzionali le restrizioni poste a suo carico.

L’azione legale del 6 marzo precedeva il provvedimento adottato dal Governo Trump il 16 maggio scorso che ha inserito il nome di Huawei nella “Entity List” del Dipartimento del Commercio USA, ovvero l’elenco delle aziende straniere che non possono avere rapporti commerciali con quelle statunitensi. In merito al recente ban Huawei dichiara nella conferenza stampa odierna:

Questa decisione minaccia di danneggiare i nostri clienti in oltre 170 nazioni, compresi gli oltre 3 miliardi di consumatori che utilizzano i prodotti e i servizi Huawei in tutto il mondo. […] Impedendo alle aziende americane di avere rapporti commerciali con Huawei, il governo danneggia oltre 1.200 aziende americane. Ciò avrà effetto su decine di migliaia di posti di lavoro in America. E’ un peccato che il Governo USA stia usando così tanto tempo, risorse e capitale politico per attaccare un’azienda privata.

Di fatto per ora nulla cambia rispetto alla situazione venutasi a creare a seguito del ban disposto a metà maggio e sospeso sino al 19 agosto prossimo, se non il fatto che Huawei continua a fare pressione sul piano giuridico e (mediatico) per cercare di eliminare i provvedimenti che ne limitano i margini di manovra in America e nei mercati internazionali. La parola finale spetta alla Corte statunitense che dovrà decidere se accogliere o meno le richieste volte a dichiarare l’incostituzionalità di parte dell’NDAA.

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