WhatsApp su smartphone Huawei: la notizia del ban è una bufala

WhatsApp su smartphone Huawei: la notizia del ban è una bufala

Per fare chiarezza è necessario partire dalle fonti. La prima, quella più attendibile, ovvero WhatsApp non ha rilasciato alcuna dichiarazione al riguardo. La seconda è quella che ha generato il flusso di notizie e che, passaggio dopo passaggio, ha trasformato una semplice ipotesi (remota, per i motivi che diremo in seguito), in una certezza. Si tratta del sito tedesco DERWESTEN che riprende a sua volta un articolo di CHIP.

Entrambi utilizzando indubbiamente titoli molto accattivanti: nel primo caso, Whatsapp: Schock für Millionen von Smartphone-Nutzern! Diese Handys sind betroffen nel primo caso, ovvero, addirittura, WhatsApp: Shock per milioni di utenti smartphone. Questi i telefoni interessati. Chip usa toni meno perentori avanzando una semplice ipotesi, chiara sin dal titolo.

I due articoli non contengono né virgolettati, né pronunce ufficiali di WhatsApp, né informazioni fornite da insider che rumoreggiano decisioni non ancora prese. Rappresentano una semplice (e sommaria) ricognizione dei fatti sul ban di Huawei che chiama in causa anche altre vicende connesse, come quella dei rapporti tra ARM e Huawei, arricchita da un tentativo di prevedere gli effetti sull’utilizzo delle applicazioni Android.

Posto che ci muoviamo quindi sul terreno delle ipotesi, i due siti hanno scelto l’esempio di un’app molto popolare per tratteggiare gli scenari possibili ovvero: partendo dalla premessa che Huawei, terminato il periodo di sospensione del ban (termine ultimo 19 agosto), potrebbe non avere più accesso al Play Store si arriva a prospettare che ciò significherebbe rinunciare anche ad un’app come WhatsApp. E, passaggio dopo passaggio nella filiera informativa, si chiama anche in causa il generico divieto a carico delle aziende statunitensi di intrattenere rapporti commerciali con Huawei – in linea teorica potrebbe rientrarvi anche WhatsApp, quindi.

Eppure ci sono aspetti importanti che chi ha formulato l’ipotesi originale e chi l’ha ripresa non ha tenuto in considerazione:

Anche nello scenario peggiore, ovvero se il ban tornerà valido dopo il periodo di sospensione, l’utenza di Huawei avrà comunque la possibilità di installare WhatsApp sia tramite l’App Gallery presente nella piattaforma software degli smartphone dell’azienda cinese, sia tramite APK.
Se WhatsApp dovesse mai decidere di bannare comunque gli utenti Huawei – e ribadiamo, al momento non c’è alcuna traccia di questa volontà – dovrebbe attuarlo tramite un blocco selettivo lato server; scenario non molto probabile
Tra Huawei e WhatsApp sino ad ora non sono intercorsi rapporti commerciali: WhatsApp è un’app gratuita che chiunque può scaricare e installare anche tramite i canali sopra descritti oltre che via Play Store

In sintesi, gli scenari catastrofici al momento possono essere archiviati: i possessori di uno smartphone Huawei possono continuare ad usare WhatsApp senza problemi.
UNA BUFALA IN UNA SITUAZIONE IN DIVENIRE

Il quarto punto da considerare riguarda più in generale il ban di Huawei che, come sarà chiaro dalle notizie che si avvicendano ora dopo ora, è in continua evoluzione. Senza voler assolutamente liquidare la vicenda con un colpo di spugna, si possono ricordare gli importanti segnali di aperture delle ultime ore – Huawei Mate 20 Pro che riappare nella pagina delle beta di Android Q e il nome dell’azienda cinese reinserito nell’elenco di aziende che fanno parte di WiFi Alliance, JEDEC e SD Association – e che prima ancora del 19 agosto prossimo ci sono importanti occasioni per risolvere al meglio la vicenda nell’ambito dei più articolati rapporti tra USA e Cina, a partire dal G20 che si terrà a fine giugno a Osaka.

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